Soraya Tarzi
nasce in esilio in Siria nel 1899.
Educata da suo padre Mahmud Tarzi e da sua madre femminista, studiò in Siria apprendendo valori moderni e occidentali. Al ritorno in Afghanistan, sposò l’allora principe Amanullah Khan, diventando una delle figure più importanti della regione. Fu l’unica moglie del re e insieme denunciarono la poligamia. Ebbero dieci figli, e Soraya apparve pubblicamente insieme al marito, rompendo tradizioni secolari.
Nel 1921 fondò la prima rivista per donne, Ishadul Naswan e la prima organizzazione femminile Anjuman-i Himayat-i-Niswan, promuovendo l’educazione e il benessere femminile. Fondò inoltre un teatro per donne a Paghman, creando opportunità di partecipazione sociale e rompendo l’isolamento dell’harem.
La regina Soraya incoraggiò le donne a ricevere un’istruzione, aprendo la prima scuola elementare per ragazze a Kabul, Masturat School, e il primo ospedale per donne, Masturat Hospital. Nel 1926 fu nominata ministro dell’istruzione e tenne discorsi pubblici a favore dell’educazione femminile.
Nel 1927-1928 Soraya e il marito visitarono l’Europa, incontrando capi di stato e ricevendo lauree honoris causa dall’Università di Oxford. Nel 1928, con un gesto simbolico, Soraya rimosse pubblicamente il velo durante un discorso, sfidando le tradizioni conservative del paese. Dopo l’abdicazione del re Amanullah nel 1929, la famiglia visse in esilio in India e poi a Roma.
Soraya Tarzi morì il 20 aprile 1968 a Roma. Il suo funerale fu scortato dalla squadra militare italiana e i resti furono poi riportati in Afghanistan, a Jalalabad, dove riposa accanto al marito.
Fonti